Sicurezza in mare: regole e consigli pratici per la navigazione in Italia

Mare Mediterraneo

Navigare in sicurezza non significa soltanto avere a bordo le dotazioni previste dalla legge. Significa anche conoscere le condizioni meteo dell'area di navigazione, rispettare le norme di precedenza, sapere come usare l'apparato radio e sapere cosa fare — nel dettaglio — nel caso in cui qualcosa non vada come previsto.

Questo articolo raccoglie le principali norme e indicazioni pratiche che riguardano la sicurezza della navigazione da diporto nelle acque italiane. I riferimenti normativi principali sono il D.Lgs. 171/2005 (Codice della nautica da diporto), il D.M. 29 luglio 2008, n. 146 sulle dotazioni di sicurezza e il Regolamento per prevenire gli abbordi in mare (COLREG 1972), recepito dall'Italia con L. 23 maggio 1980, n. 313.

Dotazioni di sicurezza obbligatorie

Le dotazioni variano in funzione della categoria di navigazione dell'imbarcazione. Il Ministero delle Infrastrutture distingue tre fasce principali:

Navigazione entro 6 miglia dalla costa

  • Giubbotti salvagente o aiuti al galleggiamento per ogni persona a bordo
  • Salvagente anulare con sagola di almeno 30 m
  • Dispositivi luminosi e sonori (fischio, torcia impermeabile)
  • Estintore (uno per imbarcazioni a motore)
  • Ancora con catena o cima di almeno 50 m
  • Binocolo
  • Cassetta di pronto soccorso
  • Bussola magnetica
  • Carta nautica aggiornata della zona

Navigazione entro 12 miglia dalla costa

Si aggiungono alle precedenti:

  • Apparato VHF fisso o palmare (canale 16 sempre attivo)
  • Segnali pirotecnici: almeno 3 razzi a paracadute e 3 fuochi a mano
  • Pompa di sentina manuale o automatica
  • Attrezzo per tagliare le drizze
  • Secondo ancoraggio

Navigazione senza limiti (alto mare)

In aggiunta:

  • Zattera di salvataggio con dotazione SOLAS omologata per il numero di persone a bordo
  • EPIRB (radiofaro di localizzazione di emergenza) con attivazione automatica e manuale
  • Radar o transponder AIS
  • Imbuto per immissione carburante con dispositivo anti-dispersione

Per i dettagli completi e aggiornati, il riferimento ufficiale è il sito della Guardia Costiera.

Costiera Amalfitana vista dal mare

Limiti di velocità e zone di rispetto costiero

Il Codice della nautica stabilisce limiti di velocità precisi nelle acque costiere italiane:

  • Entro 300 m dalla riva: velocità massima 3 nodi
  • Nelle aree marine protette (AMP): i limiti variano per zona (A, B, C); alcune zone vietano completamente la navigazione a motore
  • Nelle acque portuali: limite stabilito dalla singola capitaneria, generalmente 3-5 nodi
  • In prossimità di natanti in difficoltà o di sommozzatori (bandiera Alpha): limite di 3 nodi e divieto di avvicinarsi oltre i 50 m

I comuni costieri possono emettere ordinanze locali che stabiliscono ulteriori limitazioni, in particolare nelle aree balneari durante i mesi estivi. Queste ordinanze vengono pubblicate sul sito delle Capitanerie di porto competenti per zona.

Bollettini meteo marini

La consultazione del bollettino meteo marino è uno degli atti fondamentali da compiere prima di prendere il mare. In Italia, la fonte principale è il Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare (MeteoAM), che pubblica previsioni marine con cadenza bi-giornaliera per le principali aree del Mediterraneo.

I bollettini VHF vengono trasmessi dalla Guardia Costiera sulle frequenze indicate nella Guida Nautica. Il canale 16 rimane il canale di emergenza e di chiamata; i canali di lavoro variano per zona geografica.

Oltre alle previsioni ufficiali, molti navigatori utilizzano modelli open-source come Windy o Windguru per avere una visione più dettagliata delle condizioni locali. Questi strumenti non sostituiscono il bollettino ufficiale, ma integrano il quadro informativo.

Procedure di emergenza

Uomo in mare

La procedura da seguire in caso di persona caduta in mare è la seguente:

  1. Urlare "uomo in mare" per avvisare l'equipaggio
  2. Gettare il salvagente anulare il più vicino possibile alla persona
  3. Tenere la persona in vista e designare un osservatore che non distolga mai lo sguardo
  4. Effettuare la manovra di recupero (manovra a "Q" o circolare) in funzione del tipo di imbarcazione e del vento
  5. Trasmettere segnale di soccorso MAYDAY sul VHF canale 16 se necessario
  6. Annotare posizione GPS nel momento dell'incidente

Segnale MAYDAY

Il segnale di soccorso MAYDAY va trasmesso quando la vita di persone a bordo è in pericolo immediato. Il formato corretto è:

"MAYDAY MAYDAY MAYDAY, qui [nome dell'imbarcazione], [nome dell'imbarcazione], [nome dell'imbarcazione], posizione [coordinate o descrizione], [natura del pericolo], [numero di persone a bordo], [altre informazioni utili], passo."

Il segnale PAN PAN indica invece urgenza senza pericolo immediato per la vita; il segnale SÉCURITÉ riguarda avvisi di sicurezza alla navigazione (ostacoli, condizioni meteo improvvise).

Incendio a bordo

  • Spegnere il motore e chiudere i rubinetti del carburante
  • Non aprire i portelli nel lato sottovento: l'afflusso d'aria alimenta le fiamme
  • Usare l'estintore puntando alla base delle fiamme, non alle fiamme stesse
  • Se non è possibile controllare l'incendio, abbandonare l'imbarcazione con la zattera di salvataggio
  • Trasmettere MAYDAY e indicare posizione GPS

AMP — Aree Marine Protette italiane

L'Italia ha istituito 30 Aree Marine Protette lungo le sue coste, gestite da vari enti (Ministero dell'Ambiente, Comuni costieri, Enti Parco). Nelle AMP le attività nautiche sono regolamentate in base alla zona:

  • Zona A (riserva integrale): accesso vietato o limitato a fini scientifici
  • Zona B (riserva generale): navigazione consentita a bassa velocità, ancoraggio regolamentato, pesca vietata
  • Zona C (riserva parziale): navigazione e alcune attività consentite con limitazioni

L'elenco aggiornato delle AMP italiane e le relative mappe di zonazione sono disponibili sul sito del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica.

VHF: canali e utilizzo corretto

L'apparato VHF marino è lo strumento di comunicazione primario in mare. I canali principali da conoscere:

  • Canale 16: canale di emergenza e di chiamata — sempre attivo; non usare per comunicazioni di routine
  • Canale 9: canale alternativo di chiamata nei porti
  • Canale 12: utilizzato da molte capitanerie italiane per il traffico portuale
  • Canale 68, 69, 71, 72, 73: canali di lavoro per comunicazioni tra imbarcazioni
  • Canale 70: DSC (chiamata selettiva digitale) — non usare voce su questo canale

Chi naviga con un VHF fisso dotato di DSC deve registrare il numero MMSI dell'imbarcazione presso la capitaneria competente. Questo numero identifica univocamente l'imbarcazione in caso di segnale di emergenza automatico.

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